Laboratorio sonoro mobile

Il Musicalbus (Mub) pratica da alcuni anni un’attività di propedeutica musicale rivolta a chiunque dimostri interesse e curiosità.
Si definisce laboratorio, che significa una sola cosa: sperimentazione. Senza sperimentazione non c’è alcuna propedeutica.
Si definisce sonoro, che significa “premusicale”, universi sonori preliminari. Senza esperienza del suono non si incontra alcuna musica.
Si definisce infine mobile, itinerante, nomadico, che significa strutturato ma senza radici. Senza movimento non si raggiunge alcuna meta.

Il Mub nasce come effetto delle pratiche che hanno mosso da sempre l’associazione:

  • la passione per l’arte della costruzione e l’assemblaggio degli strumenti musicali;
  • l’interesse per le intensità creative dei metodi improvvisativi;
  • il tentativo di fare musica dal “suo interno”, senza rappresentarsela teoricamente e senza organizzarla in modo preordinato;
  • il piacere della condivisione, l’apprendimento singolare e collettivo attraverso delle relazioni molteplici.

Possiamo connotare il Mub come un ludobus, sia nell’accezione di passatempo – poche cose infatti come il suono e la musica hanno un rapporto così intenso e virtuale con il movimento del tempo – , sia nell’accezione di gioco, dove però le regole funzionano proprio grazie al gioco e non il gioco grazie alle regole.

Da sempre, tuttavia, il Mub esprime innanzitutto e palesemente il desiderio di fare musica, di comporre i suoni, i gesti e le sensibilità per rendere concreto l’incontro e lo scambio delle intensità.

Possiamo affermare che una pedagogia musicale non è tra gli obiettivi principali; piuttosto lo è una logica delle intensità sonore. E che una psicologia della relazione  ludica tra individui non ha valore predominante; lo ha semmai una logica delle relazioni molteplici: individui-strumenti-gesti-spazi-suoni-musiche-tempi-contesti.

Il Mub dunque più che insegnare ad altri come si suona uno strumento apprende con altri un “come fare?” (i bambini in particolare ci hanno mostrato in varie occasioni “nuovi modi e innovative tecniche”). Più che organizzare la musica come fosse uno spettacolo da fare tenta di offrire la materia sonora come fosse un’esperienza da provare. Tutto questo in un incontro tra corpi: corpi sonori, corpi strumentali, corpi umani, corpi sociali.